L’European Extreme Camper Adventure,

alla scoperta dei due punti più a Nord d’Europa...

Il mal tempo ed un piccolo incidente non sono riusciti a fermare la spedizione che ha raggiunto la seconda tappa ...

Dopo solo tre giorni di viaggio la rocambolesca compagine formata da Salvatore e i suoi tre strani amici bruchi (Tizio, Caio e Oronzo) ha raggiunto Capo Nord.

Conosciuto anche come North Cape o Nordkapp (in lingua locale), è da molti considerato il punto più a nord dell’Europa continentale perché è raggiungibile con l’auto, la moto, o il camper, come in questo caso. È costituito da una falesia sulla cima della quale si trova il famoso monumento in ferro, chiamato “il globo”, che rappresenta un mappamondo. La latitudine del punto è di 71° 10' 21".

Tuttavia, la terra lì arriva più a Nord, ovvero a 71°11' 08" con un promontorio che si chiama Knivskjellodden. Questa termine tipicamente scandinavo impronunciabile per la sua abbondanza di consonanti, non ha una traduzione italiana o inglese proprio perché, malgrado sia il vero punto più a Nord d’Europa è ignoto ai più. Il fatto è probabilmente dovuto alla difficoltà di raggiungerlo. Privo di strade o veri e propri sentieri, è posto su un promontorio e richiede una camminata di oltre 9 chilometri per raggiungerlo, che vanno poi aggiunti agli altri 9 che servono per ritornare per un dislivello complessivo di oltre 600 metri.

Non ci sono segnali ed è facilissimo perdersi, quindi una bussola ed un GPS sono altamente consigliati. Una volta arrivati al vero punto più a Nord d’Europa, si può firmare un registro e, se il tempo lo permette, scattare una foto della falesia di Capo Nord che si vede in lontananza. Il punto è al livello del mare ed è contrassegnato da una sorta di ara in pietra.

L’incidente

Proprio al ritorno dalla spedizione per Knivskjellodden Salvatore ha avuto un piccolo incidente. È inciampato ed è caduto rovinosamente su una area piena di sassi, riportando una seria ferita alla mano e al polso destro. Nonostante l’insistenza del personale tecnico di Tototravel.it (che lo accompagna solo ed esclusivamente per realizare il reportage dell’avventura) non ha voluto recarsi in ospedale per evitare che ciò potesse compromettere l’impresa che aveva già subito rallentamenti a causa del maltempo.

Come è risaputo quest’area del circolo polare artico è spesso afflitta da fenomeni metereologici che ne impediscono l’accesso. Il più delle volte ci si trova davanti a forti piogge, nebbia fittissima e soprattutto vento estremo. Solo poche settimane prima infatti due camper si erano ribaltati proprio lungo questa tratta. Molto spesso il vento comporta la chiusura della strada.


Si formano file lunghissime e c’è da aspettare a lungo, senza poter sapere quando il tempo migliorerà e gli organi competenti potranno disporre la riapertura.

 

Il viaggio

L’impresa continua, comunque, con una fasciatura improvvisata al polso e qualche scongiuro per il maltempo.

Il viaggio è stato comunque molto interessante e ricco di forti emozioni e piacevoli incontri”, ci tiene a sottolineare Salvatore. “Paesaggi mozzafiato, avvistamenti sorprendenti della fauna locale, in particolare le renne, e poi le “Northern Lights”! L’Aurora Boreale resta uno dei fenomeni naturali più affascinanti ai quali si possa assistere nella vita e l’emozione è sempre forte come se fosse la prima volta!”

Viverla in Camper, poi, offre qualcosa in più: ci si sente ancora più avvolti dalla natura e parte integrante del fenomeno! Niente di meglio, poi, visto il freddo pungente che avere tutte le comodità a portata di mano!”

Knivskjellodden è stata una vera conquista alla quale si aggiunge un piccolo record: il vero espresso italiano realizzato nel punto più a nord d’Europa, grazie alla macchina portatile “Makè” che con alla sua tecnologia innovativa e a due brevetti tutti italiani, ha permesso a Salvatore di prepararsi un caffè caldo e cremoso anche in assenza di corrente elettrica! Perfino i bruchi sembrano aver apprezzato!

Prossima meta il punto più basso (artificiale) in Germania. Si lascia il circolo polare artico ma la strada è lunghissima, bisogna attraversare tutta la Svezia e oltrepassare la Danimarca con ponti e traghetti, una corsa contro il tempo perché i ritardi accumulati pesano sulla tabella di marcia e non c’è più tanto spazio per gli imprevisti!

 

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